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Professioni sanitarie: abrogata l’equipollenza tra docenti di educazione fisica e fisioterapisti |
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Giovedì 20 Maggio 2010 12:16 |
La Cisl Fp : “Ripristinata la dignità delle professioni e la sicurezza dei servizi sanitari ai cittadini”
L’alleanza dei professionisti, sindacati e i cittadini ha permesso di raggiungere un primo risultato importante
La VII Commissione (Cultura, scienze e istruzione) della Camera dei Deputati, in sede legislativa, ha approvato il disegno di legge che cancella l’ingiusta norma sull’equipollenza tra il diploma di laurea in scienze motorie e il diploma di laurea in fisioterapia. L’ insegnante di educazione fisica, con una formazione di tipo tecnico, non sarà dunque più equiparato al fisioterapista, professionista con una formazione strettamente sanitaria.
“La norma sull’equipollenza – commenta Daniela Volpato segretaria nazionale Cisl Fp – che era stata inserita con un colpo di mano all’interno di un provvedimento omnibus, di fatto rischiava di dare il via ad una pericolosa deregolution. Un vero e proprio attacco frontale al sistema ordinamentale di tutte le 22 professioni sanitarie presenti all’interno del servizio sanitario nazionale, non solo dei fisioterapisti”.
Per questo le associazioni sindacali e professionali insieme alle associazioni degli utenti, dalla FISH (Federazione Italiana per il superamento dell’Handicap) a Cittadinanza Attiva, e il Tribunale dei diritti del malato avevano avviato un percorso di protesta per la cancellazione immediata della norma e in difesa della qualità delle prestazioni riabilitative
“Ci sono volute – afferma il segretario della CISL FP - tre legislature, cinque anni di discussioni e numerosi disegni di legge, audizioni, manifestazioni, proteste e raccolte di firme per vedere la Camera dei Deputati abrogare finalmente l’art. 1 septies della legge 27/2006, famigerato per addetti ai lavori e fisioterapisti.
“Ora il provvedimento passa al Senato dove – conclude Volpato – auspichiamo un percorso meno tormentato e più veloce, in coerenza con il vigente ordinamento delle professioni sanitarie che operano nel servizio sanitario nazionale, sia per combattere un mercato parallelo di abusivismo diffuso e sia per ripristinare un sistema di regole a tutela del sistema salute e dei cittadini”.
VOLANTINO
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Podcast CISL FP: Riqualificazione della sanità e diritto alla salute: l’azione della Cisl” intervento del prof. F.Spandonaro |
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Lunedì 17 Maggio 2010 09:08 |
Pubblichiamo per il numero di maggio 2010 del nostro Podcast, la prima parte della registrazione dell'intervento tenuto dal Prof. Federico Spandonaro (Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata) al convegno temutosi martedì 4 maggio 2010 presso l’Auditorium di via Rieti, 13 a Roma su: “Riqualificazione della sanità e diritto alla salute: l’azione della Cisl”
Vi ricordiamo che il nostro podcast è scaricabile gratuitamente da tutti gli utenti registrati del sito www.fp.cisl.it e può essere ascoltato comodamente dal proprio pc, ma anche salvato su lettori mp3, cellulari, smartphone o anche su tradizionali cd audio (se non sei ancora registrato clicca qui).
Buon ascolto!
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La CISL FP firma il CCNL 2008-2009 dirigenti “non medici” del SSN |
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Giovedì 06 Maggio 2010 17:06 |
Volpato (Cisl Fp): “Un risultato positivo. Dopo i rilievi della Corte dei Conti, i contenuti del contratto sono tornati nel percorso sostenuto dalla Cisl Fp”
Firmato il CCNL biennio economico 2008-2009, per gli oltre 20.000 dirigenti “non medici” in forza al Servizio sanitario nazionale, la cosiddetta Area III.
Soddisfatta la Cisl Fp che, dichiara il segretario nazionale Daniela Volpato, è riuscita “dopo la sentenza della Corte dei conti a riportare i contenuti del contratto all’interno del percorso sostenuto dalla Cisl Fp”. In particolare nel mirino della magistratura contabile era finita la stessa “forzatura” che aveva impedito alle tre sigle confederali di firmare l’ipotesi del 9 febbraio scorso, ovvero l’inserimento dell’indennità di esclusività per i dirigenti del ruolo sanitario (individuata dalla legge istitutiva quale elemento distinto della retribuzione), all’interno del monte salari complessivo, quello su cui si calcola il finanziamento del rinnovo contrattuale.
“Una scelta – ha ricordato Volpato – che per il sindacato non poteva essere condivisa per ragioni di equità nei confronti degli altri lavoratori del pubblico impiego. E che oltretutto avrebbe snaturato il ruolo e lo scopo dell’indennità stessa: istituita per premiare medici e dirigenti sanitari che scelgono liberamente di lavorare in esclusiva per il servizio sanitario nazionale”.
“Il nuovo testo – ha sottolineato il segretario della Cisl Fp – “ha preso atto dei rilievi avanzati dal sindacato e confermati dalla Corte dei conti, ha eliminato gli effetti di quella clausola fino al 2011 e rimandando per il futuro alla via contrattuale”.
Questi in sintesi i contenuti del nuovo contratto:
aumento contrattuale del 3,2%, in linea con gli altri comparti, pari a oltre 152 euro medi mensili procapite, con una equa distribuzione delle risorse tra i diversi e specifici ruoli: sanitario, tecnico, professionale, amministrativo e delle professioni sanitarie;
riconoscimento, come per il personale del comparto, delle risorse regionali aggiuntive dello 0,80%, pari a 38 euro medi mensili pro capite, da destinare a seguito della contrattazione regionale a specifici obiettivi nelle regioni non sottoposte a vincoli finanziari;
possibilità di prevedere a livello regionale un aumento del valore della partecipazione delle aziende per la mensa o per le modalità sostitutive (ticket restaurant ecc…), risultato raggiunto in analogia a quanto definito per il personale del comparto;
aggiornamento e valorizzazione di alcuni istituti normativi, a partire dal sistema disciplinare adeguato alle nuove normative, in merito al quale la Cisl Fp ha richiesto la previsione della reintegra in caso di licenziamento illegittimo come già definito nei contratti delle altre aree dirigenziali;
valorizzazione delle tutele relative alla copertura assicurativa finalizzata al miglioramento dei sistemi di gestione del risk management da parte delle singole regioni e strutture sanitarie;
adeguamento delle materie oggetto di coordinamento e relativo confronto sindacale a livello regionale, comprese le problematiche connesse al lavoro flessibile e precario e il rafforzamento della contrattazione integrativa.
“Alla luce di queste importanti conquiste – ha concluso Volpato - abbiamo deciso responsabilmente di sottoscrivere il nuovo testo, nell’interesse sia dei dirigenti non medici e dei dirigenti delle professioni sanitarie, sia dei cittadini che usufruiscono dei servizi”.
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Professioni sanitarie, la Cisl Fp consegna sei proposte al ministro Fazio per un sistema di salute più umano e responsabile |
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Martedì 04 Maggio 2010 17:27 |
Faverin: “La presa in carico delle persone passa dal lavoro dei 500 mila professionisti non medici della cura” Sei proposte concrete per rilanciare le professioni sanitarie non mediche e scommettere con decisione sull’umanizzazione del sistema di salute e sul miglioramento dei servizi al cittadino. E’ questo, insieme alla richiesta di un tavolo di confronto permanente, il viatico che la Cisl Fp ha voluto lasciare al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in occasione del convegno “Riqualificazione della sanità e diritto alla salute: l’azione della Cisl”, organizzato dalla confederazione cislina e concluso dal segretario generale Raffaele Bonanni. “Occorre un nuovo impulso allo sviluppo delle professioni di cura” ha detto Giovanni Faverin segretario generale della Cisl Fp. “C’è una disattenzione evidente rispetto alle risorse umane, che riguarda soprattutto il mezzo milione di professionisti “non medici”, cioè infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici, fisioterapisti e così via. Si tratta di figure altamente qualificate che a fronte di un ruolo crescente nei percorsi di salute delle persone, sono minacciate da un lato dall’eccessiva tecnicizzazione e burocratizzazione delle funzioni e dall’altro da uno squilibrio tra il livello delle competenze e il riconoscimento professionale e sociale”. Per il segretario della Cisl Fp è invece essenziale puntare sulla “dimensione umana” dell’attività professionale “la vera certificazione di prestazioni adeguate e di qualità”. Di qui le sei proposte contenute nel documento consegnato oggi al ministro, che si è impegnato a convocare un apposito tavolo tecnico sul personale. Fazio ha inoltre garantito l’appoggio del governo tanto in merito al ddl sul governo clinico, che prevede la libera professione anche per il personale non medico, quanto sul disegno di legge per l’istituzione degli ordini professionali dei 22 profili non medici (in attuazione della legge 43/2006).
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